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sabato 27 giugno 2009

Aperta una indagine sulla morte di Mr. Jackson

Dall’autopsia sul corpo di Michael Jackson non sarebbero emerse tracce di attacco cardiaco. Lo ha rivelato «Fox News» citando una fonte investigativa. Sul petto sono stati trovati solo lividi compatibili con i tentativi di rianimarlo. Gli investigatori sarebbero quindi portati a ritenere che una combinazione di sostanze abbia indotto il cuore a smettere di battere o i polmoni ad interrompere la respirazione. Secondo la fonte c’è stata una certa sorpresa nel constatare, contrariamente alle aspettative, in che stato fosse il re del pop. Sul volto del cantante sono state notate inoltre diverse cicatrici.

Il corpo di Michael Jackson è stato intanto consegnato la scorsa notte notte alla sua famiglia, dopo che è stata fatta l’autopsia. Lo ha dichiarato il portavoce dell’istituto medico-legale di Los Angeles, Ed Winter. La famiglia ha recuperato il corpo del cantante verso le 21:00 ora locale (le 4:00 Gmt), evitando la folla di fotografi, che stazionavano davanti all’istituto medico-legale, ha precisato il portavoce. La destinazione della salma non è stata precisata. Nessuna informazione è filtrata riguardo ai funerali.

La polizia è alla ricerca del medico personale di Michael Jackson, un cardiologo di Houston, in Texas, che si è reso irreperibile. La sua auto, che si trovava nel parcheggio della villa della star a Los Angeles, è stata sequestrata e potrebbe contenere «medicinali attinenti alle indagini», ha riferito il detective Agustin Villanueva del Los Angeles Police Department. Ulteriori indicazioni verranno dall’autopsia, che si è conclusa intorno alle 21 ora italiana.

Intanto, emergono altri particolari sulla morte del cantante: secondo il sito Tmz, quando i paramedici sono arrivati nella casa di Jackson, era già morto e inutile era stato il tentativo di rianimarlo con un massaggio cardiaco. Sulla scena c’erano anche tracce di Lidocaina, un farmaco che si usa per trattare disturbi del rirmo cardiaco. Sarebbe stato il suo medico, secondo fonti citate dalla Tmz, a chiedere al personale dell’ambulanza di portare comunque Jackson in ospedale, nonostante fosse già senza parametri vitali.

Se pare ormai assodato che Jackson sia morto per arresto cardiaco in seguito a un infarto, non è affatto chiaro cosa possa aver causato quell’infarto. Si è parlato di un sedativo, il Demerol, che “Jacko” prendeva per calmare la sua ipocondria e l’ansia per il pesante rientro sui palcoscenici che lo attendeva.

Uno dei legali della famiglia, Brian Oxman, ha confermato che da tempo Jackson si sottoponeva ad un intenso trattamento farmacologico, ma ha anche criticato le recenti prescrizioni mediche. Gli investigatori cercano il medico personale del cantante, per accertarsi se sia stato lui a prescrivere o a praticare quell’ultima iniezione, e per capire se la prescrizione possa comportare qualcosa di irregolare.

Secondo alcuni familiari, l’iniezione sarebbe stata praticata alle 11,30. La chiamata d’emergenza è partita alle 12,21. Jackson è stato dichiarato morto in ospedale alle 14,26, ma quando gli infermieri sono arrivati a casa il suo cuore non batteva già più.

Alcuni amici del cantante, come l’illusionista Uri Geller, hanno detto che Jackson si stava fisicamente riprendendo, e che era in pieno recupero in vista dei concerti da tenere a Londra. Altri, invece, sostengono che le condizioni di salute del cantante erano tali che non sarebbe riuscito a tornare ad esibirsi su un palcoscenico.

Certo è che Michael Jackson tra due settimane avrebbe dovuto iniziare una serie di concerti all’arena O2 di Londra per lui molto impegnativi, a causa della salute cagionevole e dopo oltre 10 anni di silenzio artistico.

Pare che il cantante avesse espresso irritazione per il fatto che le date degli show fossero passate da dieci a 50. Una decisione presa dagli organizzatori dell’evento dopo il sold out immediato delle date prestabilite.

L’ex manager di Jackson, Tarak Ben Ammar, ha accusato i medici «ciarlatani» di averlo imbottito di medicinali per arricchirsi grazie all’ipocondria del cantante.

Poco dopo ilsuo ricovero all’ospedale avevano cominciato a giungere i suoi familiari mentre all’esterno si affollavano i media e i fans che avevano cominciato ad apprendere dalle Tv le condizioni disperate di Michael Jackson. Il cantante avrebbe dovuto cominciare dal prossimo mese a Londra un tour mondiale che avrebbe segnato il suo ritorno al mondo dello spettacolo dopo le vicende giudiziarie che lo avevano portato alla ribalta della cronaca per l’accusa di molestie sessuali a minorenni.

Ma il ritorno sul palcoscenico dell’ex Re del Pop appariva una corsa ad ostacoli e alcuni di coloro che l’avevano visto impegnato nelle prove dello spettacolo avevano espresso l’opinione che il cantante non fosse ancora pronto, fisicamente, all’impegnativo compito. Timori che erano stati confermati dalla decisione degli organizzatori di ritardare l’inizio dell’atteso tour mondiale che avrebbe potuto fruttargli oltre 50 milioni di dollari ponendo denaro sul suo conto di cui aveva assoluto bisogno a causa delle spese sfrenate sostenute negli ultimi anni che lo avevano portato ad indebitarsi pesantemente.

MORTO CON 400 MILIONI DOLLARI DEBITI Michael Jackson è morto lasciando debiti per oltre 400 milioni di dollari, rivelano i media americani. Nonostante gli enormi guadagni prodotti dalle vendite di centinaia di milioni di dischi nel mondo (circa 750 milioni di album secondo alcuni calcoli), lo stile di vista costoso e a volte bizzarro del cantante lo aveva portato a spendere negli ultimi anni della sua vita circa 30 milioni di dollari l’anno più delle sue entrate. Per ottenere prestiti dalle banche Jackson aveva dovuto ipotecare il suo bene più prezioso - il catalogo Atv Music comprendente anche molte delle canzoni dei Beatles - che aveva acquistato nel 1985 per 47,5 milioni di dollari e che si era trasformato in una miniera d’oro. Nel 2001 il cantante era riuscito a ottenere un prestito da 200 milioni di dollari dalla Bank of America. Le accuse di molestie sessuali a minorenni e i conseguenti strascichi giudiziari avevano provocato alte spese legali per Jackson accompagnate da una netta diminuzione delle entrate per la vendita delle sue canzoni. Jackson aveva ipotecato anche il suo famoso ranch Neverland, dove si era asserragliato con la famiglia e con i suoi collaboratori durante il processo del 2005 per molestie sessuali. Dopo la notizia della morte alcune decine di fans di Jackson sono andato davanti ai cancelli di Neverland, una proprietà ormai caduta in sfacelo, per rendere omaggio a lume di candela alla memoria dell’ex Re del Pop.

La polizia non ha ancora prove che ci sia del criminoso in questo delitto,ma finchè l'indagina sarà aperta nulla può essere dato per scontato.